Cosa e' cambiato
Tutte le versioni di SemSync, dalla prima all'ultima: cosa e' stato aggiunto e cosa e' stato sistemato, versione per versione.
Nella schermata Colore ogni clip torna al livello della prima clip della sua camera, quella bilanciata da te: SemSync copia il tuo grade sulle altre clip e scrive solo il gain generale e, se vuoi, una curva lieve, sull'ultimo nodo se e' vuoto. Mai colore, tinta, saturazione, lift o gamma. Il vecchio pareggio delle camere non c'e' piu', nemmeno nella notte lunga.
SemSync non parla piu' con Resolve dentro il programma: lo fa un processo a parte, con un tempo massimo. Se Resolve resta appeso, la pagina non diventa piu' bianca: SemSync dice 'Resolve non risponde', continua a lavorare e al lavoro dopo riprova.
Ogni file si apre una volta sola e si leggono solo i fotogrammi chiave, con piu' lettori insieme e la scheda video dove c'e': su una serata di Amnesia (19 file in 4K, 7.562 campioni) tre minuti invece di tredici, con le stesse misure. La riga dei core al lavoro ora dice il vero, e la scheda dell'esposizione mostra il suo diario, non quello dell'Occhio.
In ogni serata, e in ogni artista della notte, una lista di cose da fare per consegnare: le voci che SemSync fa da solo (analisi, Resolve, zoom, Analizza errori, colore, export) si spuntano da sole, le altre le spunti tu, e ogni spunta dice chi e quando. Liste modello per YouTube e per i reel, piu' le tue. Sulla lavagna ogni artista ha la barra della consegna. Nel QR della notte c'e' anche l'indirizzo della rete privata, per unirsi da fuori dallo studio.
Nel Full Set scegli la categoria: Club o YouTube. Con YouTube ogni clip dura da 3,5 a 7,5 secondi e scegli la velocita': veloce, media o lenta, cioe' quante clip corte, medie e lunghe (50/30/20, 30/40/30, 20/30/50); le camere restano in parti uguali e i drop e i pre-drop sono rispettati. In ogni stile di regia vedi la durata minima e massima della clip, e c'e' lo stile Personalizzato: scrivi tu le durate, le percentuali di clip corte e medie, le battute sul drop, la camera a mano e le regole, e la regia li usa. Il montaggio di prima non cambia.
Dopo il montaggio, a timeline aperta in Resolve, SemSync mette lo zoom: avvicina prima dei drop e allarga dal drop in poi, secondo i marker. Lo scegli lieve, medio, intenso o a mano, e lavora solo fra la I e la O di Resolve. Lo zoom e' il valore Zoom dell'Inspector: lo vedi e lo cambi tu, e dove lo hai gia' cambiato SemSync non lo tocca. C'e' anche Togli zoom.
Nel montaggio della musica ogni pezzo dura da 2 secondi e mezzo a 4 secondi, mai clip da uno o due secondi. I tagli cadono sui battiti e sulla botta del drop, e ogni camera si prende la sua parte in secondi: 25% con quattro camere, un sesto con sei. Una camera che ha ripreso solo meta' del set non puo' dare piu' di meta' del suo tempo, il resto lo dividono le altre. Per tornare alla regia di prima c'e' l'interruttore clip libere.
Nel montaggio della musica ogni camera si prende la stessa parte, con 4 camere come con 6: prima le camere a mano e quelle che avevano girato a spezzoni uscivano pochissimo. Una camera che ha girato meno non puo' prendersi piu' di quello che ha, ma recupera appena c'e'. Si spegne con l'opzione --camere-non-pari. In Training un solo tasto Cambia camera per i tagli: conta quando tagli, non su quale camera.
Nella schermata Applica vedi anche il ritmo dei tuoi tagli (pezzo mediano, primo taglio dopo il drop). Dopo il Fatto vedi cosa avrebbe deciso SemSync, anche sulle notti analizzate con una versione vecchia, e se non aveva trovato il drop che hai segnato te lo dice. Un tasto libera lo spazio delle finestre gia' segnate, e un file rovinato non ferma piu' la taratura.
Se SemSync non sa di che genere e' una notte, adesso lo dici tu dentro Training con un menu, e le finestre passano subito al genere giusto. Le finestre con un'immagine vengono scelte per prime, e quando una camera non c'e' la scritta dice nessuna immagine.
Una sezione nuova per insegnare a SemSync dove senti il drop e dove tagli, genere per genere. SemSync sceglie dai tuoi set venti finestre da 40 secondi, tu le segni a orecchio con una lente di precisione, e il programma prova una taratura sui tuoi segni: la vedi prima e dopo, la applichi solo se ti convince e puoi tornare a quella di prima con un tasto. I segni restano sul tuo computer. Tornano nel pacchetto anche l'anteprima del montaggio, il controllo dei codec e il QR del drone, che con alcune versioni non partivano.
I battiti sono piu' precisi e il drop si trova dove lo senti: il taglio sul drop cade sull'attacco del basso, secco o a salita. Per ora e' acceso per la tech house (battiti e drop) e per house, techno e hard techno (battiti); tutto il resto lavora come prima.
Se hai detto che monti con DaVinci Resolve Studio, dopo l'analisi vedi solo Costruisci in Resolve: le altre destinazioni stanno dietro un link.
Se un computer della notte non si fa sentire, i suoi artisti non restano "analizzo" per sempre: la riga dice "computer 2 muto da N min", e torna normale appena il computer si riaccende.
Il drone non ha audio, quindi prima del decollo riprendi il telefono con la pagina Ciak del drone (QR sulla lavagna): SemSync legge il codice e mette il drone al punto giusto. Se anche una camera della serata riprende il ciak per qualche secondo, il punto e' esatto; se no usa l'ora del mixer.
Nella line-up ogni artista ha il tasto DRONE: nasce la cartella DRONE, che non si sincronizza e non rallenta l'analisi, e in Resolve il drone sta su una traccia sua, spenta nel ROUGH CUT, da dosare a mano. Le altre produzioni stanno sotto una voce sola, Produzioni. E nel Colore i PowerGrade si applicano davvero, a tutta la timeline o camera per camera.
Dalla lavagna entri in un artista e vai in fila: Camere, Edit, Analisi, Colore, Consegne, con Avanti e sullo stesso progetto, sempre dentro la notte lunga.
In alto: Il progetto, La line-up, La lavagna e Analisi; montaggio, colore, consegne ed export di serie vengono dopo. Le regole dicono in chiaro quando nascono le timeline in Resolve.
Sulla lavagna scegli quando parte l'analisi (da sola o col tuo via), quanta potenza (Active o Gear 5) e se Resolve si costruisce da solo o quando premi Apri in Resolve. Un artista in pausa non riparte piu' da solo. E dopo la line-up, Crea le cartelle ti porta subito alla lavagna.
Prima, per i lavori partiti da soli durante la notte lunga, non portava da nessuna parte: ora apre l'analisi di quell'artista e nel tasto c'e' scritto di chi e'.
Se due costruzioni partivano quasi insieme (per esempio premendo Avvia piu' volte), nel ROUGH CUT finivano pezzi in piu' dello stesso punto su altre tracce. Ora una sola costruzione alla volta, e a fine lavoro il programma toglie da solo i pezzi che non ha messo lui e lo scrive nel diario.
Sul Mac, cliccando una camera sulla scheda di un artista la finestra di scelta si apriva in basso a sinistra e non si poteva cliccare: ora si sceglie la cartella nella finestra di SemSync, al centro. Anche le cartelle che SemSync apre nel Finder si portano davanti e al centro dello schermo.
Chi aiuta aveva solo la lavagna da guardare: ora ha i suoi tasti (consegne, schermo grande, controllo prima della notte, riprese giuste), la barra con La lavagna e Analisi, e la sezione Analisi con i suoi artisti, il materiale e l'avvio, e Apri in Resolve; con un tasto vede tutta la notte.
Torna la colonna dei tasti della lavagna (era sparita), il codice per aggiungere un computer si copia con un clic, e in cima a ogni schermata c'e' la barra dei passi: Il progetto (nome, disco, invita computer e collaboratori), La line-up, Il montaggio, Il colore, Le consegne, L'export, La lavagna e Analisi. Il tasto Avanti resta sempre in vista. Nuova sezione Analisi: tutti gli artisti in una pagina, con le camere, a che punto e' l'analisi e Apri in Resolve; il dettaglio di ogni artista si apre dentro la notte, con i colori e il marchio di Amnesia.
Ogni artista con l'analisi pronta ha due tasti. Analisi apre la stessa schermata della Serata multicam (la regia a colpo d'occhio, i sync, i numeri), con la strada per tornare alla notte e le frecce per passare all'artista dopo. Apri in Resolve costruisce SYNC MAP e ROUGH CUT di quell'artista in un solo progetto Resolve per tutta la notte: la ripresa giusta e' arancione e la mano rosa. In testa alla lavagna c'e' Apri tutta la notte in Resolve.
La notte lunga si apre anche con una licenza Lifetime: chi ha la Lifetime ha il pieno accesso a ogni funzione, senza bisogno dell'Enterprise.
Scegliere una cartella o un file non apre piu' la finestra del sistema (che nasceva in basso a sinistra, sotto il Dock, e non si spostava): si apre una finestra di SemSync, al centro, con le scorciatoie (Casa, Scrivania, Download, i dischi). Doppio clic apre una cartella, Esc chiude.
Prima nasceva dietro SemSync, in basso a sinistra, con la barra coperta, e non si poteva spostare.
La notte lunga si apre solo con una licenza Enterprise: il Controllo prima della notte ora lo segna e dice cosa fare (incolla il codice Enterprise in ACCOUNT), e la porta chiusa lo scrive anche lei.
L'invito alla notte e il report non si perdono piu': si apre la scrittura di Gmail nel browser, gia' compilata, col tuo account Google; resta da premere Invia. Prima si apriva il programma di posta del computer, che se non e' configurato non fa niente.
Quando l'operatore, finita la ripresa buona, riprende la propria mano (una clip di 3 secondi al massimo), SemSync la riconosce senza che tu faccia niente: la mano resta fuori dal montaggio e in Resolve la ripresa giusta diventa arancione e la mano rosa, cosi' vedi subito cosa rifinire. Si accende e si spegne nel montaggio della notte (La mano dell'operatore, accesa di serie); il tasto Segna le riprese giuste resta per le timeline gia' fatte.
La notte lunga parte ora coi colori di Amnesia (giallo e nero, col marchio); prima il tema c'era ma stava spento e nascosto nel passo Sessione. E il computer che si unisce a una notte riceve gli stessi colori del computer 1.
Tra i tasti della lavagna, Controllo prima della notte guarda questo computer e dice cosa e' a posto e cosa no: la versione, la licenza, la scheda video, la memoria, Resolve, la notte preparata, il disco (deve essere un SSD), la rete e il controllo da remoto, con cosa fare per ogni punto. Si usa su ogni computer della notte, PC e Mac.
Per ogni artista, accanto alle camere, c'e' la scelta no: nessuna main camera, e il segno si salva con la notte. Senza main camera i multicam prendono un minuto e mezzo attorno a ogni drop.
Prima di girare, la line-up dice se il motore tiene il passo: a che ora esce l'ultimo set, quanti restano indietro di oltre un'ora e quanti computer servono, al ritmo misurato e in modo prudente. Il segno Main artist si salva con la notte (prima si perdeva) e compare sulla lavagna. Il design di Amnesia e' piu' suo: fascia col marchio, palchi, consegne in giallo.
Provato dal sito vero con due account: un comando arriva al computer del locale in circa un secondo, anche mentre qualcuno sta guardando la notte.
In ACCOUNT il locale accende il controllo (di serie e' spento), sceglie fino a dove si puo' arrivare (guarda, regia, tutto) e, per far entrare qualcuno, genera un codice di otto cifre da leggere a voce. Da un'altra rete, su semsync.app/remoto, chi ha il codice vede la notte (chi e' pronto, chi e' da rifare, i dischi) e comanda poche cose; ogni comando resta scritto, e il locale puo' togliere tutti o spegnere con un tasto. Il girato non esce mai dal computer.
Nel passo della scaletta puoi incollare la line-up copiata da un foglio: orari, palchi, camere per palco e i set importanti con un asterisco. Scegli i colori della notte (SemSync, oppure giallo e nero) e valgono per tutte le schermate. Tra i tasti della lavagna c'e' Segna le riprese giuste: se l'operatore finisce una ripresa riprendendo la propria mano (una clip di 3 secondi al massimo), SemSync colora in Resolve la clip prima, quella giusta da rifinire, e la mano di un altro colore, senza toccare niente altro.
Se il programma si chiude mentre un set si sta montando, alla riapertura SemSync riprende in mano quel lavoro invece di farlo partire una seconda volta. Se il disco e' quasi pieno la fila aspetta e lo dice sulla lavagna, invece di segnare gli artisti da rifare: liberato lo spazio riparte da sola. Una scheda che non ci sta sul disco te lo dice prima di cominciare a copiare. E mentre la notte lavora il computer non va in sospensione.
Sei suoni nuovi, scelti con cura, ti dicono a orecchio cosa e' successo: un lavoro pronto, la sincronia agganciata, le cartelle create, un SSD agganciato, una clip del drop pronta e la notte completata. Alle quattro del mattino non serve guardare lo schermo. Si spengono dagli Account, con tutti gli altri suoni.
Dopo l'analisi puoi vedere il montaggio nell'app, con la linea del tempo, e cambiare la camera di un taglio con un tasto: SemSync ricorda cosa correggi. Nel passo La line-up scegli la marca, la camera e il formato (Sony, Canon, Panasonic Lumix, Nikon, Blackmagic, Fujifilm: 37 modelli, con le fonti) e SemSync calcola quanti terabyte servono per la notte, dalle ore e dalle camere di ogni artista. Aggiungi i tuoi SSD con la loro etichetta: ti dice su quale va ogni artista e quando cambiare disco. Il main artist ha la copia di riserva su un altro SSD. Una notte preparata su Windows si apre anche sul Mac, e i formati si scelgono artista per artista.
Nel passo Export ogni artista ha la sua scheda: i formati del set, le clip dei drop (secondi e quante), il multicam con la sua camera, e un bottone per riportare tutti alle scelte della notte. Chi arriva dopo si mette in pausa e il motore lo salta finche' non lo riaccendi. Il motore della notte si sceglie (Sleep, Active o Gear 5), e la licenza si accetta una volta sola.
Per ogni artista scegli cosa esce: il set intero, le clip dei drop (il pre-drop e il drop, da 10, 15 o 20 secondi o quanti vuoi, e quante ne vuoi) e i multicam dei drop, che durano quanto la camera principale oppure un minuto e mezzo se manca; due drop vicini diventano un multicam solo. Tutto esce in cartelle per consegna e per formato: SET INTERO, CLIP DROP e MULTICAM, ognuna con ORIZZONTALE e VERTICALE. Al primo avvio c'e' la licenza da accettare: marchio e brevetto depositati il 18 settembre 2026, tutti i diritti riservati.
Su un set di due ore SemSync controllava il lavoro nel modo sbagliato e lo fermava a meta', poi ricominciava da capo. Adesso vede che il lavoro va avanti, ogni pezzo finito resta salvato e una ripresa parte da dove era rimasta; nel diario leggi a che punto e' e quanti minuti mancano. Se la scheda video non risponde, il resto lo fa il processore.
Appena scrivi il nome nasce in Documenti, SemSync, Progetti, e si salva a ogni tocco: tornare indietro o chiudere non azzera piu' niente. Nel menu a sinistra c'e' il progetto aperto, con Autosave on e il suo interruttore; Ctrl+S salva quando vuoi. La notte lunga comincia dalla sessione: il nome, il codice per gli altri computer e l'invito per email. Il colore si sceglie artista per artista, con la LUT e il PowerGrade di ogni camera del suo set, e il matching pareggia le camere in tre livelli: delicato, bilanciato, forte.
Prima la line-up: il rig delle camere coi loro nomi (Front of house, DJ, Mobile...) e ogni artista con le sue camere e la sua main camera; le cartelle nascono da li', una per artista con solo le sue camere. Poi il montaggio con gli stili in griglia, il colore con la LUT per camera e i PowerGrade, le consegne formato per formato e l'export. E all'apertura un'animazione nuova, col suono, che parte la prima volta e dopo ogni aggiornamento.
Il pacchetto Enterprise si accende col suo codice, e se il tuo account ce l'ha il programma ci passa da solo. In scaletta si scrive "Anna b2b Marco" e il back to back e' un set solo con lo stesso QR per tutti e due. Nella notte c'e' l'email del festival: il giorno dopo, Manda il report apre l'email gia' scritta coi numeri della notte e il report da allegare. E su semsync.app c'e' la pagina Festival, su preventivo.
La lavagna e' una sala di regia: la prossima consegna in grande coi numeri accanto, la notte ora per ora sempre in vista, una scheda per ogni artista col percorso (copio, analizzo, monto, rendo, consegnato) e quello che e' uscito, e a destra la macchina, i computer, le cose da fare adesso e i tasti della notte. La preparazione e' in quattro passi: la notte, le camere, il montaggio, la scaletta. Il telefono dell'artista e' un biglietto: il nome grande, un tasto per il set coi formati col loro nome, la clip del drop, le clip singole in una griglia. E il logo del locale nei video: un PNG scelto nella notte, in basso a destra all'inizio e alla fine di ogni set e clip. E la scheda entra dalla lavagna: Copia dalla scheda in CAM1, CAM2, CAM3, con la verifica di ogni file, la ripresa di una copia interrotta e l'avviso se quella scheda l'hai gia' presa. E la scelta dello stile di regia e' rifatta: una lista a sinistra col ritmo disegnato, a destra lo stile scelto coi numeri misurati sui set pubblicati (stacchi al minuto, battute sulla botta, camera a mano, il ritmo fase per fase).
Per ogni artista della scaletta si sceglie cosa fare: il set intero, oppure solo i multicam dove hanno girato le camere a mano (le camere principali della notte, per esempio CAM3): cinque clip della mobile, cinque video, ognuno col suo numero, e il telefono dell'artista li offre tutti. E la notte ha il suo montaggio: gli stessi comandi del passo Regia (occhio, folla, cambi, movimento, clip al massimo, tenuta) e le spunte del motore, per tutti gli artisti. La notte consegna tre cose, nei formati che spunti (9:16, long set 16:9, 4:5, 1:1): il multicam, il long set e le clip singole (una camera sola, 5-8 secondi, dopo il set di ogni artista, ritagliate sul soggetto).
Uno stile di regia e' la grammatica di un cliente sopra il montaggio multicam: quali camere sono la base e quale l'emozione, quanto si tiene un'inquadratura nell'attesa e sul drop, mai due larghi di fila, il largo solo con la pista piena, il dj quando reagisce alla pista, il LED wall che non entra se e' bruciato, gli stacchi sui passaggi a nero della camera a mano. Lo scegli con una tessera nel passo Regia (multicam) o nel form della notte, e vale per tutti gli artisti. Con lo stile escono anche le clip pulite da 5-8 secondi per teaser e ADV, otto verticali meta' sui drop e meta' su salite e pubblico, il recap da un minuto senza effetti e il look del cliente. E il set intero esce anche in 16:9, senza ritaglio, per YouTube: nella notte scegli se consegnare il verticale, l'orizzontale o tutti e due. Sei stili arrivano gia' pronti, misurati sui DJ set pubblicati: Schranz da palco grande, Techno da palco, Tech house da festival e House (ognuno lo prende da solo il suo genere), piu' Secret Rave e Boiler Room.
Dalla lavagna scegli un set e premi su 2 computer: il computer 1 fa la prima meta', un altro computer con le stesse schede fa la seconda e gliela manda sulla rete del locale, poi il computer 1 attacca le due meta' e consegna. Il closing da novanta minuti esce nella meta' del tempo. Se l'altro computer sparisce, dopo mezz'ora il computer 1 finisce da solo.
Ogni computer che entra col codice prende un numero e lo tiene; la lavagna del computer 1 mette insieme tutti, e per ognuno dice se e' collegato, cosa sta facendo (sta analizzando X, sta rendendo il verticale di Y) e quanti set ha consegnato. Il tasto Spartisci fra i computer divide gli artisti che devono ancora arrivare: un palco per computer, oppure a giro. La pillola di ogni artista gira fra i computer con un tocco.
Il computer 1 prepara la notte con "Due computer" acceso e riceve un codice; il computer 2 si unisce dalla sua schermata Festival con l'indirizzo e il codice, e la notte gli nasce sul suo disco, con gli stessi QR e lo stesso look. La regola e' una sola: ogni artista sta dove copi le sue schede. La lavagna dice su quale computer copiare quelle di ognuno (un palco per computer, o uno si' e uno no) e lo cambi con un tocco finche' non sono arrivate. Fra i due computer viaggia solo la lavagna, ogni dieci secondi, sulla rete del locale: il girato non si muove mai. La lavagna del computer 1 mostra tutti e due, dice come sta il computer 2 e se non si fa sentire; l'artista inquadra sempre il QR del computer 1, e se il suo file e' sull'altro il telefono ci arriva da solo. Il report scrive su quale computer e' uscito ognuno.
Nella cartella del lavoro c'e' il file
Il look sul fotogramma della tua serata e i tuoi PowerGrade, dentro SemSync e dentro Resolve; il Festival e' per i locali con le line-up lunghe. La lavagna adesso dice a che ora e' pronto ogni artista, misurando la velocita' di questa notte sui set gia' consegnati; disegna la notte ora per ora, un palco per riga; ti dice cos'e' il girato di ogni camera e se lo decodifica meglio la scheda video o il processore, provandolo sui file; e conta i dischi in ore di festa. Ogni artista ha un QR: lo inquadra a fine set e si scarica il suo video dalla rete del locale, senza PIN e senza passare da nessuna nuvola. C'e' lo schermo grande per la parete dietro le quinte. Il Festival sta nel pacchetto Enterprise.
Il set di prova era di quindici minuti e andava tutto bene; su una serata vera di settantasette minuti con tre camere sono saltati fuori sette guasti, e adesso non ci sono piu'. Se non hai il mixer, SemSync sceglie da solo quale camera fa da riferimento per l'audio, e sceglie quella che ha ripreso di piu': prima si fermava e basta, e se sbagliavi camera il video usciva muto per tre quarti senza dirtelo. Il file che ti consegna adesso viene misurato: se non dura quanto il montaggio, te lo scrive in grande invece di lasciartelo scoprire a casa. E se il computer ha una scheda video, il verticale la usa: il set intero di settantasette minuti e' pronto in mezz'ora invece che in un'ora e mezza, con gli stessi identici tagli.
Se DaVinci Resolve e' chiuso, o e' aperto e impallato, SemSync non lo aspetta piu': salta quel passo, te lo scrive nel diario e va avanti col lavoro dopo. Prima poteva restare li' fermo mezz'ora e piu', e in una notte con la fila degli artisti voleva dire non consegnare piu' niente. Adesso il programma si guarda anche il lavoro che ha in mano: se la cartella sparisce, per esempio perche' hai staccato il disco, o se il lavoro non da' piu' segni di vita, lo chiude da solo e passa al prossimo. La lavagna della notte dice la verita' anche quando non c'e' niente da fare: chi ha finito di copiare e aspetta il suo turno adesso e' in fila, e se manca una camera te lo dice. E la finestra dello stato non si impunta piu' quando Resolve non risponde.
Prima, per decidere come ritagliare ogni spezzone, guardava due fotogrammi di ognuno: su un set lungo sono ore di macchina. Ma le camere su treppiede non si muovono, e il programma lo misurava gia': adesso se ne accorge e per quelle usa il ritaglio che ha gia' deciso, guardando solo la camera che si muove davvero. Misurato su un set di quindici minuti: da dodici minuti a tre. Il taglio e la compressione sono gli stessi di prima, e se vuoi il vecchio modo c'e' ancora.
C'e' una porta nuova, La notte lunga: dentro scrivi la scaletta una volta sola, con l'ora e il genere di ogni artista, e SemSync prepara una cartella per ognuno. Poi resta la lavagna: una riga per artista, con dove sta il lavoro e quanto manca, e in alto quanti set hai consegnato, quanti ne stai facendo, quanti sono da rifare e quanto disco ti resta, detto in ore di festa. Si aggiorna da sola e non ti chiede niente: quello che porta avanti la fila lavora dentro il programma e va avanti anche se chiudi la finestra. Sul telefono le righe diventano schede, cosi' si legge anche in sala.
Scrivi la scaletta una volta, con l'ora e il genere di ogni artista, e lui prepara una cartella per ognuno, gia' pronta a guardarsi da sola: a te resta una cosa sola, copiare le schede nella cartella giusta. Da li' in poi analizza, monta, taglia il set intero in verticale col tuo colore e te lo mette nelle consegne, uno dietro l'altro, mentre la festa continua. Se un artista si rompe la fila non si ferma: si passa al prossimo e quello resta segnato da rifare. E lo spazio del disco adesso te lo dice in ore di festa, non in giga. Sistemata anche una cosa vecchia e cattiva: quando due parti del programma salvavano le impostazioni nello stesso momento potevano cancellarsele a vicenda.
La schranz e' un genere che sta sempre al massimo, quindi le soglie dell'hard techno non funzionavano: ha le sue, e la trovi nella tendina come tutte le altre. Il verticale, che finora sceglieva i momenti migliori, adesso sa anche portarti il set intero montato in 9:16, dal primo all'ultimo minuto. Se una delle tue camere e' a spalla se ne accorge da solo, guardando quanto si sposta l'inquadratura, e per quella camera decide il taglio momento per momento invece di fidarsi di com'e' messa di solito. E puoi dargli il tuo file di colore .cube: te lo appoggia su ogni pezzo, cosi' quello che consegni ha gia' la tua mano.
Prima il lavoro partiva lo stesso e moriva dopo un secondo, e nessuno poteva capire perche'. Adesso il programma guarda la licenza per primo e ti scrive in una riga cosa succede e cosa fare: il codice da mettere, il rinnovo, il computer da staccare, o solo un giro su internet se sei stato offline troppo a lungo. Se il controllo stesso non riesce, il lavoro parte come sempre: non ti ferma mai.
Prima l'aggiornamento era un tasto dentro ACCOUNT, e chi monta apre il programma per montare, non per aggiornarlo: capitava di lavorare per settimane con una versione vecchia e di sbattere contro guasti gia' sistemati. Adesso il programma controlla da solo, si scarica la versione nuova quando gli pare e la mette quando non hai nessun lavoro in corsa e non stai toccando niente da un quarto d'ora. Non ti ferma mai e non ti chiede niente. E se un lavoro muore, adesso sappiamo il punto esatto in cui si e' rotto senza doverti chiedere il diario: partono il nome del file di codice, la funzione e la riga, mai le tue cartelle e mai i nomi dei tuoi file.
Quando finisci di montare in Resolve, il programma se ne accorge da solo e rilegge la tua timeline: guarda quali stacchi hai tenuto, quali hai buttato, di quanto hai spostato i tagli e quanto durano davvero nelle tue mani. Da li' in poi le proposte per quel genere nascono piu' vicine al tuo modo di montare: dove cade il taglio e quanto dura uno stacco. Non ti chiede niente, non ferma niente, non guarda i video ne' i nomi dei file, e se scegli tu un valore comanda sempre il tuo.
Con Clip al massimo su Automatico il montaggio teneva la stessa camera anche dodici secondi: adesso Automatico vuol dire al massimo sei secondi, e quando un'altra camera copre quel momento si cambia. Se scrivi tu un numero comanda quello, come prima. Quando gira una camera sola la clip resta intera: non si inventano stacchi finti sulla stessa immagine. Nel parlato non cambia niente.
Se tocchi per sbaglio un altro lavoro e poi torni indietro ritrovi il tuo progetto, al passo in cui l avevi lasciato, e se non avevi ancora salvato ritrovi anche quello che avevi scritto. Il bordo verde della tessera scelta si vede tutto anche al passaggio del mouse. In Account i numeri di SemSync impara riempiono la riga, senza riquadri vuoti.
Sul computer i lavori stanno in una barra a sinistra, sempre a portata: un tocco e apri un progetto di quel tipo, e la voce in cui sei resta accesa. L ingresso e una griglia pulita con Serata multicam per prima. In testa a ogni passo leggi il nome del lavoro e i sei passi numerati, con la spunta su quelli fatti. I numeri dell analisi sono grandi e sottili, come su uno strumento. In alto c e il marchio di SemSync al posto delle tre lineette. Nel passo Motore Gear 5 ha la sua scheda: rossa, col 5 gigante, e dice in tre righe cosa fa, tutti i core, piu riprese insieme, sei ore di serata in 11 minuti da noi. Sul telefono e dentro Premiere la testa resta in alto come prima.
Nero da strumento, linee sottili, un carattere solo con il suo monospazio per i numeri, angoli piccoli, niente vetro e niente sfumature: si legge meglio di giorno e in regia al buio, e il tema chiaro resta. Il carattere sta dentro il programma, quindi la faccia e la stessa anche senza internet. Tutto sta dove stava: cambiano colori e forme, non i passi. Piu sicurezza: il programma adesso risponde solo alla sua pagina su questo computer, e nessun sito aperto nel browser puo parlargli; lo storyboard si legge solo da file di testo; sul telefono il PIN non si indovina a tentativi, dopo cinque sbagli si aspetta cinque minuti. Anche il sito e stato chiuso meglio: recupero del codice, email e pagamenti.
Un beta tester in giro col Mac si e visto dire che la licenza era attivata su un altro computer, con un solo computer registrato: SemSync riconosceva il computer anche dal suo nome di rete, e sul Mac quel nome cambia quando cambi Wi-Fi. Adesso il computer si riconosce solo dalla macchina, qualunque rete, hotel o hotspot; chi e gia attivato non deve fare niente, e chi era rimasto bloccato si sblocca da solo alla prima apertura con internet. Gli aggiornamenti si vedono: quando esce una versione compare una striscia in alto in ogni schermata, e il tasto e uno solo, Aggiorna e riavvia: scarica, installa e riparte senza altri clic, e se un lavoro sta girando aspetta che finisca. In Account gli aggiornamenti sono il primo blocco, grande. In Account c e la porta dell assistenza: la apri tu, per mezz ora al massimo, e l assistente automatico guarda licenza, strumenti, errori del diario, referto del lavoro camera per camera, formato e audio delle riprese, memoria e disco, ti dice cosa ha trovato e cosa fare; ogni azione la vedi scritta, quelle pesanti (aprire Resolve, rifare la regia o l analisi, aggiornare, riavviare) partono solo col tuo si, e mai i tuoi video ne i nomi dei file. Quando un lavoro si ferma, nel riquadro rosso c e il tasto Fallo sistemare all assistente. Manda il diario all assistenza adesso porta in testa una diagnosi del programma e della licenza (mai il girato). In Only Multicam l audio di ogni camera principale resta sempre sul suo canale.
Diciassette collaudi e un giro vero su una serata da diciotto riprese senza mixer, tutto verde; poi una revisione a occhi freschi del codice nuovo ha trovato dodici punti deboli e undici sono curati: la scelta Only Multicam e le camere principali si salvano nel progetto (cosi la cartella che si guarda da sola monta come deciso), i tratti valgono anche per chi esporta in Premiere o Final Cut, una clip ritrovata dalle altre camere va sulla traccia della sua camera, i nomi delle camere con gli spazi passano, Rifai la regia non dimentica Only Multicam, e senza mixer il motore sa da solo quale camera fa da riferimento. L analisi e molto piu veloce a parita di risultato: l ascolto della serata legge l audio a blocchi (i cambi di brano da 226 a 48 secondi), ogni ripresa si legge una volta sola invece di quindici, e una serata di 2 ore e 45 con 23 riprese passa da 9 a 3 minuti di analisi, con lo stesso identico sincrono al millesimo.
Senza mixer non c e piu la tendina vuota: la scelta della camera compare dopo il Salva, gia piena. Nel multicam, al posto dello stile, scegli Only Multicam (si monta solo dove una camera principale e in sync, fuori da li la timeline resta com e) oppure Full Set; le camere principali le spunti tu e restano nel progetto. E c e un passo nuovo, Motore: quanta forza dare a SemSync (Sleep mode per andare a dormire, Active mode per lavorare nel frattempo, Gear 5 per prendersi tutto il computer: le riprese si sincronizzano piu alla volta) e cosa fargli fare stanotte (secondo parere e consenso fra camere, tonalita dei brani, il medico). E l occhio, quando ha gia guardato la serata, entra nella scelta della camera: una camera buia, lavata o mossa in quel momento non va in onda se ce n e un altra. Nel passo Motore vedi quanto ci ha messo davvero l ultima analisi di quella cartella. Ogni scelta ha il suo pop-up, con i dati tecnici misurati delle tre forze (RAM e core), e mentre l analisi corre vedi il grafico di RAM e CPU del computer e del motore.
Su una serata di quasi quattro ore il lavoro finiva dopo 43 minuti con un errore nel salvataggio del piano (un numero in un formato che il file non accetta, su una clip rimisurata dentro un pezzo che si ripete). Ora il piano si salva sempre, e le parti nuove del sincrono, se inciampano, lasciano il posto al metodo di sempre invece di fermare tutto.
Se un lavoro viene fermato mentre sta salvando, il piano della serata poteva restare a meta e il prossimo Avvia si bloccava con un errore. Ora il piano si scrive intero o niente, e se ne trova uno rotto lo mette da parte, lo scrive nel diario e rifa l analisi da capo.
Un drop e adesso un salto che apre una sezione, non un colpo qualunque: su una serata di quasi cinque ore i drop passano da 568 a 214, uno ogni minuto e qualcosa invece di uno ogni 25 secondi, e il montaggio smette di esplodere in continuazione. In Resolve entrano solo i marcatori che servono (drop, folla, cambi, brani, frasi): le battute una per una si accendono a scelta, e la scrittura della timeline scende da quasi sei minuti a meno di uno. E il sincrono e piu veloce: SemSync si fa una mappa di tutta la serata una volta sola e ogni ripresa trova il suo posto in un lampo, con la stessa precisione di prima (su una serata di sei ore, una ripresa passa da 16 a 5 secondi). E sulle serate lunghe, oltre l'ora e mezza, ogni ripresa ha finalmente un secondo parere: prima li il sincrono si fidava di una prova sola. E le riprese agganciate con una prova sola si confrontano anche con le camere fisse gia al loro posto: se una camera le vede nello stesso punto, sono confermate. E l occhio non aspetta piu che tu lo chiami: finito il montaggio guarda le camere dietro le quinte, e rifa la regia buttando le immagini buie, lavate o mosse. Tornato il diario che si copia: il tasto Diario apre il blocco note con tutto il diario, che cresce mentre il lavoro corre senza farti perdere la selezione. E la camera scelta per la botta si toglie con un secondo clic.
Il montaggio e un modulo da riempire, come su CapCut, ma a riempirlo e l occhio di SemSync. Uno Stile dice, fase per fase, che scena ci va, quante battute dura ogni inquadratura, se va lenta, se il taglio ha un flash o un whoosh; e poi il vestito (look, grana, bande, light leak, titolo) e i suoni (riser prima del punto forte, impatto, whoosh). Otto stili nostri: Luce calda, Racconto, Trailer, Classico per i matrimoni; Mainstage, Notte, Documentario, Teaser per gli aftermovie. Tutto viaggia dentro l XML, senza plugin, uguale in Resolve e in Premiere. La cosa che CapCut non ha: trascini l XML del tuo highlight piu bello e diventa il tuo Stile, per sempre. E l aftermovie: la musica e il mixer attorno al drop piu forte della notte, sul drop le inquadrature sono quelle sincronizzate, la folla salta davvero.
Finito il sync, SemSync dice che serata era (il mixer e le camere, una camera continua, operatori mobili senza camera fissa) e sceglie la strategia giusta: con due operatori mobili il montaggio a piu camere si fa solo dove avete ripreso insieme, il resto delle clip resta in fila, intero. Poi controlla il lavoro come farebbe un montatore: due clip della stessa camera una sopra l altra, una clip fuori dall ordine di ripresa, una clip lontana da dove la mette l orologio della camera, stacchi da pochi fotogrammi, salti avanti e indietro fra due camere che si toccano per un attimo. Quello che e sicuro lo sistema da solo, il resto te lo mostra nel blocco Il controllo del lavoro, con un marcatore in Resolve su ogni punto. Puoi chiedere al lavoro perche ha fatto una scelta (perche questa clip e qui, perche questo taglio, perche manca una camera): la risposta viene dai numeri del lavoro, anche senza internet. E se qualcosa non torna ancora, Manda il caso: partono i numeri, il diario e il referto, mai il girato, coi percorsi del tuo computer nascosti, e prima vedi cosa parte. Se vuoi, i casi partono da soli.
SemSync copia le schede in due posti e controlla file per file che le copie siano uguali, e ti dice quando puoi formattarle. Poi legge lo scarico, riconosce ogni camera, drone, telefono e registratore, e ti avvisa se in una scheda manca un file, se un file e rotto o se una clip e stata copiata due volte. Divide la giornata in momenti, preparativi, cerimonia, esterni, cena e festa, con il perche di ogni proposta: tu confermi con una spunta. E poi monta: scegli lo stile e i brani, e SemSync fa il film, l highlight e il social tagliati sulle battute della musica, con il si, gli anelli e le promesse al posto giusto, la cerimonia intera a piu camere con la voce dei microfoni, il colore con la pelle protetta, le voci pulite e allo stesso volume, i sottotitoli anche in inglese, i capitoli e la versione senza musica. Oltre cinquanta parametri, tutti modificabili, e i preset dello studio per ripartire uguale al matrimonio dopo. Tutto nasce ordinato a cartelle in DaVinci Resolve o in Premiere Pro, e il disco non si tocca.
Oltre a 2, 3, 4, 5, 6 e 8 secondi ci sono 10, 12, 15, 20, 30 e 45 secondi e 1 minuto. E nel ROUGH CUT un pezzo che comincia proprio quando parte il file della camera non resta piu indietro di due fotogrammi rispetto al suono.
Se la camera ha spezzato la notte in piu file, SemSync li mette in fila con il loro orologio e le altre camere agganciano su tutta la serata; l orologio di ogni camera fa da controprova, e una clip senza aggancio viene piazzata con l orologio invece di restare fuori. E la regia non taglia piu sulla stessa clip al drop: se hai scelto tu la camera della botta, il pezzo prima va su un altra camera, e se era gia in onda il pezzo continua.
Disco, jungle, afrobeat, breakbeat, melodic techno e afro house avevano poche decine di brani misurati, ora ne hanno centinaia: il consiglio del genere sulla tua serata e piu preciso.
Aggancia anche le clip da un secondo e mezzo, le camere fisse che derivano per ore restano al millisecondo, un cavo con la polarita girata non lo inganna, e quando una clip sta dentro un pezzo che si ripete (un loop, lo stesso brano suonato due volte) sceglie il punto giusto o ti dice di controllarla, mai sicuro sul punto sbagliato.
Prima, con Resolve chiuso mentre SemSync era aperto, la pagina aspettava minuti: ora dice che Resolve non risponde e si ricollega da sola quando lo riapri.
Nei breakdown lunghi e nelle intro senza cassa prima restava un pezzo unico di minuti su una camera sola: ora stacca a mezzo tempo, piano ma stacca.
SemSync guarda ogni camera e dice cosa inquadra: larga, sul dj, sul pubblico, a mano, drone. La regia lo usa al posto dei nomi delle cartelle: la larga sul drop, le camere a mano fra le mobili, e sulla botta va la camera dj se non hai scelto tu. Nella regia una tendina per camera per correggere, e il tasto Guarda le camere.
Nell analisi scrivi chi ha suonato e da quando (ore:minuti dall inizio della notte) e premi Spezza la notte: la regia gia fatta si divide in un set per dj, senza rifarla. Per ogni set un file per Premiere e Resolve che parte da zero col nome del dj sopra, una timeline in Resolve, e un report suo. L orario scritto a mano si aggancia al cambio di brano piu vicino.
Nell analisi vedi ogni tratto che la regia non manda in onda, camera per camera: troppo buio, lavato dal fumo, fuori fuoco, la camera che si muove, col fotogramma e i secondi. Se non sei d accordo premi Riammetti e poi Rifai la regia. Anche le riprese rimaste fuori dal sync hanno il loro motivo.
Al posto del filmato, il logo di SemSync che si disegna da solo: le barre dell audio si raccolgono nell anello, l onda si scrive, il nome entra e il puntino gira, con la campanella. Si adatta al telefono e al computer, e si spegne in ACCOUNT.
Dal divano, sulla rete di casa, apri l indirizzo scritto nell analisi col PIN: vedi la corsa degli stacchi con il fotogramma di ognuno e l audio del mixer, tocchi la striscia, dai il voto in venti secondi e approvi la regia. All apertura parte il filmato di SemSync, e quando un lavoro finisce si sente una campanella: tutti e due si spengono in ACCOUNT.
In Cosa monti, sotto i progetti, ogni serata montata resta con i suoi numeri: stacchi, drop, deriva a fine notte, minuti di macchina, clip fatte. Le trovi per locale, per DJ o cercando una data, e da li apri il report, le clip o il progetto.
Nel progetto scegli la cartella condivisa (Drive o OneDrive sul PC vanno benissimo) e accendi Poi spegni il computer: a lavoro finito SemSync ci mette il report, il piano, la timeline e i tempi, mai il girato, e poi spegne. Se la cartella non si puo usare te lo dice e il computer resta acceso. Con Partenza automatica la notte lavora da sola da capo a fondo.
In ACCOUNT metti il tuo nome e il tuo logo: da li in poi il report di ogni serata li ha in cima, col locale e la data, i numeri che contano (stacchi, drop, deriva a fine notte, minuti di macchina) e i momenti forti col fotogramma. Sotto c e scritto montato con SemSync.
Nel progetto accendi Partenza automatica: appena finisci di copiare le riprese nella cartella, l analisi parte senza un clic, e nell analisi una riga ti dice a che punto e (copia in corso, partita, fatta). Vai a dormire, la notte lavora.
Sulla striscia dell analisi, da vicino, sotto compare la pellicola: un riquadro per ogni stacco con l immagine della camera. Clicchi e scegli un altra camera, fra quelle che riprendono quel momento.
Nella regia premi Confronta due stili: SemSync ti mette una sopra l altra la regia di adesso e quella di un altro stile, con quanti stacchi fa ognuna, e tu tieni quella che ti piace.
Sulla striscia dell analisi ogni tua correzione diventa un segno giallo: dove hai spostato uno stacco o cambiato camera. Passi col mouse e SemSync ti ricorda cosa hai cambiato, e quante correzioni hai fatto su questa serata.
Sulla striscia dell analisi, quando sei vicino col mouse, prendi il bordo di un pezzo e lo trascini: lo stacco si sposta al frame, un pezzo si accorcia e l altro si allunga. SemSync impara dalla tua mossa, e poi basta Rifai la regia.
Metti il nome del locale nel progetto, e la seconda serata nello stesso posto parte gia impostata come l ultima volta: stesso stile, stesse manopole. SemSync te lo dice sotto lo stile.
Colleghi Claude a SemSync e gli chiedi a che punto e la serata, quanti stacchi ha fatto, quanto ha tenuto il sync, cosa dice il diario, cosa c e in coda. Solo lettura: Claude guarda, non tocca niente. In ACCOUNT c e il tasto Collega Claude col comando da incollare.
Ogni analisi misura da sola quanto ci mette ogni passo (mixer, sorgenti, battiti, ascolto, piano) e lo scrive nel piano e nel diario; sotto i risultati la riga dice minuti e secondi per fase e il totale. Un numero misurato al posto di una sensazione.
Sotto le manopole c'e' la stessa striscia dell'analisi, e a ogni tocco gli stacchi si rifanno dal motore in un lampo (su una notte di tre ore, meno di un decimo di secondo), prima di rifare la regia: la riga dice quanti stacchi escono e ogni quanto, e quanti ne ha il piano di adesso. Il tasto Rifai la regia usa le manopole di adesso (prima ripianificava coi numeri dell'analisi). E sotto ogni manopola una riga dice chi ha messo quel numero: lo stile, il sapere, il tuo voto, l'ultima volta, o tu.
Sopra c'e' la forma d'onda vera del mixer, i drop sono bandierine, gli stacchi sono colorati per camera. Rotella per lo zoom fino al singolo frame, il mouse dice ora, drop, camera in onda e quanto tiene, il clic fa sentire otto secondi da li', le frecce saltano di drop in drop. E a zoom stretto una bandierina storta si trascina sull'attacco: SemSync la sposta e impara.
Le superfici di lavoro sono lastre di vetro traslucido, i tasti pillole con la luce, gli interruttori scivolano, i campi si accendono. Ogni cursore delle regie e' una manopola: il numero grande, la casella per scriverlo, il binario che si riempie. E la bandierina del drop rifinita al millesimo: l'attacco della botta si misura a passo di 5 millesimi, e un banco della precisione lo controlla su ogni serata.
Il montatore che ti assomiglia: dalle tue timeline finite SemSync impara quale camera metti in ogni momento della serata, e dal terzo lavoro sceglie come te dove prima andava a giro. La timeline si rilegge senza chiedere quando apri la consegna. Il voto in venti secondi: tre risposte (stacchi, inquadratura, soggetto) e la prossima regia parte da li'. In ogni regia vedi cosa ha imparato: quante lezioni, di quante persone, e quanto pesano le tue. E il tema Studio: chiaro fuori, scuro mentre lavori.
Nello sport la regia parla di totale nel gioco, stretto al fischio, pubblico al boato e replay dopo il punto, col ritmo in secondi; in un convegno di chi parla, slide, applausi e domanda e risposta (sulla domanda la sala, alla risposta il relatore). Le battute, la folla e i cambi di energia restano alla musica. Il progetto dello sport chiede lo sport e la competizione, e le camere si chiamano totale, lato A, lato B, pubblico. Negli highlights il replay parte dal lato di chi ha segnato. Il videoclip chiede artista e brano, e la tenuta e' sul ritornello.
In ACCOUNT scrivi la tua email, ti arriva un codice di sei cifre, e SemSync attacca da solo questo computer alla tua licenza. Dentro vedi tutte le tue licenze, i computer attaccati (e li stacchi da qui), carta e fatture, e quanto SemSync ha imparato da te. Il codice licenza resta come via di riserva. Sul sito si entra allo stesso modo.
Dopo ogni punto forte l'azione si rivede dall'altra camera, a meta' velocita', con la scritta REPLAY: come in TV. Si spegne con una spunta se non lo vuoi.
Una pagina da stampare con i numeri (quanto e' durata, i boati, i fischi, i replay), i momenti forti con chi c'era, quanto e' in video ogni atleta con le sue clip, gli highlights e i file consegnati. Fai tutto nello sport adesso fa tre passi: analisi, highlights, report.
Dai momenti forti della partita escono le foto di chi era inquadrato; dici il nome su due o tre, e gli altri momenti prendono il nome giusto da soli (quelli incerti restano segnati, cosi' li confermi tu). Poi le clip per atleta: il video di ognuno coi suoi momenti e la verticale migliore col nome sopra.
Piano, nome, email, quanti computer, quanti giorni: il codice nasce, finisce nel database e parte per email come per chi compra; se l'email non parte resta a schermo da copiare.
Una porta nuova con tre lavori: la partita, l'atleta, l'evento. SemSync ascolta il campo (il fischio dell'arbitro, il boato del pubblico), monta la partita con una regia da TV (totale nel gioco, stretto al fischio, pubblico sul boato) in tre ritmi misurati sui registi veri, e a fine partita fa da solo gli highlights in pochi minuti con le clip verticali dei momenti migliori. In LIVE ci sono il tasto REPLAY (gli ultimi secondi al rallentatore, poi torna in onda) e il tasto HIGHLIGHT: ogni momento segnato in diretta entra negli highlights.
Una testimonianza, un keynote con un relatore solo: prima il motore aspettava un cambio di oratore che non c'era, e restavano fuori il montaggio, l'intervento col nome, la clip e il report. Adesso la regia respira sulle pause, l'intervento c'e' col suo nome, e la catena intera (guarda, monta, sottotitoli e scaletta, clip, report) e' provata su una sessione con voce vera in 40 secondi. Nel Creator c'e' il tasto Apri le clip.
Con la voce riconosciuta, insieme ai reel escono la scaletta (il meglio in tre minuti, la clip migliore, le domande), il meglio come video pronto e la clip migliore verticale col tuo nome sopra; e ogni reel porta il nome del canale nei primi secondi, in alto, dove i sottotitoli non stanno. Tutto nella cartella CREATOR.
Il ritaglio non sta piu' fisso al centro: SemSync guarda il fotogramma, trova la faccia e ci tiene il taglio sopra; senza una faccia legge la composizione (simmetrica, un soggetto decentrato, una scena larga che va tenuta intera con lo sfondo sfocato), come nelle clip da club. E nel Creator i reel non si scelgono piu' solo dalla voce forte: con la voce riconosciuta pesa anche quello che si dice, le parole che tornano e le domande.
Una clip per relatore, verticale per i social, col nome e il ruolo scritti sopra, montata come la timeline (la camera giusta al momento giusto) e con l'audio buono sotto; e il meglio della giornata in un video 16:9. Scegli il formato, premi Fai le clip, e le trovi in SERATA_OUTPUT\\CLIP. In Fai tutto della conferenza c'e' anche questo passo.
Dalle parole riconosciute SemSync scrive la scaletta: il meglio della giornata in dieci minuti, scelto dalle frasi forti (le parole che tornano, l'applauso dopo, le domande, chi apre e chi chiude) e rimesso in ordine di tempo senza mordere una parola; una clip per relatore sotto i 45 secondi, col nome e il ruolo pronti per il sottopancia; le domande del pubblico. E nella consegna trovi Fai tutto: la ricetta del tuo ramo in una riga e un tasto che fa i passi uno dietro l'altro, con la barra, e se uno si ferma ti dice quale.
Niente piu' modulo da compilare: scegli la cartella, premi Guarda, e SemSync ti dice cosa ha capito in una frase: quante camere e cosa inquadra ognuna (sala intera, chi parla, slide, pubblico), quanti interventi e quante voci, gli applausi, i cambi di slide, e che lavoro sembra. Se ha sbagliato una camera la tocchi e la cambi. Poi metti i nomi sulle facce: una riga per ogni voce sentita, con il volto di chi parla accanto. Confermi, e il progetto nasce nella cartella stessa.
Scegli conferenza, podcast o corporate con una carta, scrivi chi parla, e il montaggio arriva coi nomi: i capitoli portano i nomi delle persone e ogni intervento ha un marker col nome nella timeline, pronto per il sottopancia. Nel convegno, con una camera sullo schermo, la regia va sulla slide nuova appena cambia. Nel podcast la puntata esce pulita, senza silenzi e intercalari, con le camere sulla voce, sottotitoli, capitoli, le note e le clip per i social. Nel corporate l'intervista tiene solo le risposte. E per il cliente c'e' il report della giornata, con programma, orari e durate.
La prima schermata mostra una serata vera dietro e l'app che lavora davanti, in una cornice di vetro che segue il mouse; un tasto solo, Prova gratis 14 giorni; e subito sotto i quattro numeri misurati. Le carte e i tasti sono di vetro e rispondono alla mano, i blocchi entrano a fuoco. Chi ha chiesto meno movimento al suo sistema non vede nessun effetto.
In cima trovi il girato: i numeri grossi (riprese, drop, clip tenute, minuti), le clip una dietro l'altra col segno dove cade ogni drop, e l'onda del mixer. Sotto, l'audio del mixer e un tasto solo, con scritto dove va a finire il montaggio. Le impostazioni delle clip e della timeline ci sono tutte, dietro un tasto. E' la prima porta con la faccia nuova: le altre seguono.
Prima scoprivi che senza codice SemSync non lavora solo premendo AVVIA, dopo aver compilato tutto. Adesso, subito dopo "Con cosa monti?", se non hai una licenza c'e' la schermata del codice: lo incolli, oppure scrivi l'email e la prova di 14 giorni ti arriva in un minuto, senza carta. Puoi rimandare, e non te lo richiede: resta in ACCOUNT come prima. E il progetto chiede solo nome e genere: evento, artista, posto e locale stanno dietro un tasto, e si aprono da soli se un progetto li ha gia'.
Resolve Studio, Premiere Pro, o il file della timeline per Resolve gratis, Final Cut e gli altri. Propone da solo quello che trova sul tuo computer, e da quella risposta discende tutto: in alto non ti parla piu' di Resolve se non ce l'hai, nella Consegna la tua strada e' la prima, e le Clip da club sanno gia' dove andare. Puoi rimandare, e cambiare idea da ACCOUNT con un tasto. Dentro il pannello di Premiere non chiede niente: la risposta e' ovvia.
Se monti in Premiere e non hai mai installato Resolve, questa porta finora falliva e ti chiedeva di aprire un programma che non hai. Adesso il tasto dice Costruisci per Premiere, il lavoro scrive il file della timeline con le clip gia' tagliate sul drop, e dentro il pannello di Premiere lo porta nel progetto aperto da solo, come fa la serata. In alto, quando Resolve non c'e', l'app lo dice chiaro: non installato, non piu' "non collegato". Colore ed esporta restano cose di Resolve Studio, come scritto sul sito.
Il sito ti manda quattro email diverse: il codice, il codice ritrovato, il link per entrare nella tua area e il link da affiliato. Se il servizio di posta aveva un problema, tre di queste sparivano in silenzio: tu leggevi "controlla la casella" e non arrivava niente. Adesso ogni email che non parte lascia una riga con il tuo indirizzo e il motivo, cosi' il codice te lo rimandiamo a mano prima che tu debba scrivere. E il modulo per scriverci non accetta piu' un messaggio vuoto, e quando qualcosa non va ti dice cosa fare.
L'icona c'era scritta in tutte le pagine del sito ma il file non esisteva, quindi si vedeva il foglio bianco del browser: adesso c'e' quella dell'app, e sul telefono anche quella per la schermata iniziale. Nell'account, dentro il programma, l'abbonamento non dice piu' solo la data di scadenza: se manca poco te lo scrive in giallo, mancano 6 giorni, e se finisce stasera te lo dice.
Chi apriva il link che arriva per email vedeva il modulo di ingresso e nient'altro: il codice della pagina non partiva, per un apice mangiato durante la costruzione del sito. Stessa cosa sul pannello di chi porta un amico. Adesso il codice di tutte le pagine viene compilato prima di pubblicare, e l'area si apre in un browser vero durante i controlli. Dentro l'area ci sono anche tre cose nuove: una prova che sta finendo dice quanti giorni mancano e ti fa comprare da li', una licenza scaduta lo dice e te la fa riprendere, e sotto le licenze trovi il tasto per scaricare piu' i tre passi per attivare il codice.
Prima stava quasi mille pixel sotto la cima della pagina, quarta riga in mezzo al formato e agli fps: c'era, ma chi lo cercava non lo trovava. Adesso e' il primo blocco del passo Le clip, sia sul computer sia sul telefono, e ti dice cosa succede in tutti e due i casi: se lo lasci vuoto le clip tengono l'audio della camera, folla e rimbombo; se lo metti va sotto ogni clip, allineato al punto giusto. La riga dell'audio di scena compare solo quando il mixer c'e'.
Le versioni di ieri, per farlo aprire, accendevano una voce nel registro di Windows: ho provato e non serviva, perche' il pannello adesso e' firmato e a Premiere quello basta. Adesso l'installazione copia una cartella e scrive un file, e basta. Se hai installato il pannello ieri quella voce ti resta accesa: non te la spengo io, perche' vale anche per i pannelli di altri programmi e potresti averla accesa tu.
Nella Consegna, Premiere adesso e' la prima riga invece della quarta: prima bisognava scorrere oltre tre destinazioni che in quel momento non ti servono. La riga che ti dice cosa succedera' non ti manda piu' a guardare Resolve quando stai lavorando in Premiere. E il cartellino in alto adesso dice solo il nome del progetto Premiere che hai aperto, cosi' la testa del pannello occupa due righe invece di tre e ti resta piu' spazio per lavorare.
Nella versione di ieri Premiere metteva SemSync nel menu ma premendolo non succedeva niente: mancava la firma, e Premiere dalla 25 in su non apre un pannello senza. Adesso il pannello e' firmato e l'installazione mette quello. Se avevi gia' premuto Mettilo dentro Premiere e non si apriva, premilo di nuovo da ACCOUNT, poi chiudi Premiere e riaprilo: lo trovi in Finestra > Estensioni > SemSync.
Se il tuo progetto in Resolve o le tue cartelle hanno un accento dentro (Cocorico', Peru', una citta' qualsiasi), Resolve li consegnava a SemSync gia' rovinati: in alto si leggeva un carattere strano al posto dell'accento, e soprattutto le clip potevano non agganciarsi ai file sul disco, perche' il percorso arrivava scritto male. Adesso SemSync li rimette a posto appena li riceve, sia i nomi che si leggono sia i percorsi dei file. Se hai le cartelle con le lettere inglesi non cambia niente per te.
Quella porta apriva la stessa schermata della serata multicamera, quante camere hai, se c'e' il mixer, se c'e' il microfono d'ambiente, e poi ti apparecchiava le cartelle CAM1 e CAM2 nel progetto: roba che con le clip sciolte non c'entra niente, perche' li' ogni clip vive per conto suo e porta il suo drop dentro. Adesso ti chiede solo quello che serve, e la cartella si chiama il girato: ci butti dentro le riprese e vai. Il mixer, se ce l'hai, si sceglie dov'era gia', nel passo Le clip. La serata multicamera non e' cambiata di una virgola.
Lo apri da Finestra > Estensioni e ci trovi SemSync intero, non una versione ridotta: scegli la cartella, lanci l'analisi, guardi i risultati, tutto senza uscire da Premiere. E cambia l'ultimo passo, che era il piu' scomodo: prima la Consegna scriveva un file e tu dovevi fare File > Importa e andartelo a cercare; adesso il tasto dice Porta in Premiere e le sequenze finiscono dentro il progetto che hai aperto, in una cartella SemSync loro, con il ROUGH CUT gia' aperto sulla timeline. Il pannello lo installi con un tasto: apri SemSync, vai su ACCOUNT e premi Mettilo dentro Premiere, poi chiudi Premiere e riaprilo. La prima volta Windows dira' che il pannello non e' firmato: e' normale, il certificato sta arrivando.
SemSync parte col Python che hai tu, e se quello non va d'accordo col tuo DaVinci Resolve il programma si chiuderebbe da solo: INSTALLA.bat adesso lo prova prima, e se non va te lo scrive subito. Ti dice anche che SemSync monta lo stesso, passando dalla Consegna, e prima di mandarti a scaricare mezzo giga guarda se sul tuo computer c'e' gia' un altro Python che funziona e ti scrive quale. Chi usa l'installatore di Windows non deve fare niente: il Python giusto ce l'ha gia' dentro dalla 8.24.0.
Succedeva pochi secondi dopo averlo aperto, senza dire niente, a chi ha DaVinci Resolve installato, cioe' a tutti: dentro il pacchetto viaggiava una versione di Python che con Resolve non va d'accordo, e nel momento in cui SemSync gli chiedeva com'e' messo, si chiudeva tutto. Adesso il pacchetto porta la versione giusta, provata contro Resolve. E se un domani ricapitasse con un Resolve diverso, SemSync non si chiude piu': te lo scrive e ti dice cosa fare. Se ti e' successo, scarica di nuovo l'installatore da semsync.app e reinstalla sopra: i tuoi progetti e il tuo codice restano dove sono. Chi usa lo ZIP non era toccato, e adesso INSTALLA.bat prova da solo se il tuo Python parla col tuo Resolve e te lo dice subito.
Su semsync.app/account scrivi la tua email e ti arriva un link: dentro trovi le tue licenze, quando scadono, su che computer sono, le fatture e il tasto per staccare un computer se cambi macchina. Nessuna password da ricordare e nessuna password da farsi rubare: il link vale mezz'ora e si usa una volta sola. Se porti amici, li' dentro trovi anche i tuoi numeri.
Chi ha scaricato la versione di prima trovava la serata ferma al primo passo. Se ti e' successo, aggiorna e riparti: non hai perso niente, il programma non aveva ancora toccato i tuoi file.
Sotto il tasto per scaricare c'e' un modulo: scrivi nome ed email e in un minuto ti arriva un codice da 14 giorni, su tutto, senza carta. Prima bisognava scriverci e aspettare che qualcuno rispondesse. E la riga sotto il tasto diceva ancora che serve Resolve Studio: non e' piu' vero dalla 8.21.0, perche' con Resolve gratis, Premiere o Final Cut SemSync scrive il file della timeline.
In ACCOUNT trovi una scheda nuova con il piano che hai, quando scade e su che computer sta, e un tasto che apre la pagina dove cambi la carta, scarichi le fatture e disdici quando vuoi. Prima quella pagina usciva solo dentro l'email di recupero codice, quindi per cambiare carta bisognava fingere di aver perso il codice. Sotto c'e' Porta un amico: prendi il 25% di ogni pagamento per i primi 12 mesi e il 10% sul lifetime, chi apre il tuo link resta tuo per 60 giorni anche se compra dopo, e il pannello dei tuoi numeri arriva per email. E adesso ci sono tre programmi invece di uno: SemSync, SemSync Creator (che apre solo le porte per chi fa contenuti) e SemSync LIVE, ognuno col suo installatore.
Prima, quando qualcosa non si spostava nel cestino, uscivano quaranta righe uguali con scritto OLE error 0x80270028, che non vuol dire niente per nessuno. Adesso esce una riga per motivo, con quanti file sono, tre nomi d'esempio e cosa fare; e se il file lo tiene aperto un programma, SemSync chiede a Windows come si chiama quel programma e te lo scrive, cosi' sai cosa chiudere. In piu' su Windows adesso ci sono due modi per mandare una cosa nel cestino invece di uno: se il primo si impunta prova il secondo, e spesso passa. Nel cestino, mai una cancellazione. E il file per Final Cut Pro adesso e' dentro il pacchetto che scarichi: nella 8.21.0 la riga della Consegna c'era ma il file no.
Nel passo Regia i tre numeri del ritmo adesso hanno i nomi di chi monta: Intensita', Varieta' e Tenuta sul drop, tre cursori con scritto cosa succede se li tiri da una parte o dall'altra. Comandano gli stessi numeri di prima, che restano sotto Numeri esatti, e se non li tocchi il montaggio e' identico a ieri. Nei risultati del Sync, sopra la striscia della regia, adesso c'e' l'onda dell'energia della serata: passi il mouse e una testina ti dice l'ora e quanto stava alta la musica in quel punto, e si vede a occhio che gli stacchi cadono dove l'onda sale. Con l'onda arrivano due numeri nuovi: i breakdown, cioe' i vuoti che vengono prima della botta, e la tonalita' di ogni brano. La tonalita' si scrive solo quando e' sicura: se il pezzo non ne ha una chiara, SemSync non se la inventa. E nella Consegna c'e' una quarta riga, Final Cut Pro, con un file suo: Final Cut non legge lo stesso file di Premiere, e adesso ne ha uno fatto per lui.
In Account, sotto gli aggiornamenti, c'e' la cronologia: una riga per versione con il titolo di cosa e' cambiato, e col clic si apre per esteso. Ci sono tutte, dalla prima a oggi, e la trovi anche sul sito su semsync.app/novita. E aggiornare adesso sono due gesti: Installa scarica il pacchetto e lo mette da parte senza fermare niente, cosi' continui a lavorare; Riavvia e' l'unico momento in cui SemSync si chiude, e lo scegli tu. Se c'e' un'analisi in corsa il Riavvia resta spento e ti dice su quale cartella sta girando, cosi' non c'e' modo di perdere il lavoro per sbaglio. Quando c'e' qualcosa da installare compare un puntino verde su Account, in alto.
Nel passo Colore la tendina ti fa scegliere fra le tabelle di SemSync, le tue e quelle di Resolve, ma Resolve applica solo quelle che stanno nella sua cartella: sceglierne una delle altre finiva con un avviso che ti diceva di andartela a installare. Adesso ci pensa SemSync: se la tabella che hai scelto non e' dentro Resolve, la copia lui nella cartella giusta, dice a Resolve di rileggere l'elenco e la mette sulle clip. Se quella cartella non si lascia scrivere, ti dice il percorso da aprire e cosa fare. Nel pacchetto trovi anche la cartella luts, con un foglio che spiega come caricare le tabelle a mano, in Resolve e in Premiere.
Nei risultati del Sync c'e' un blocco nuovo, Consegna, con tre destinazioni: Resolve Studio, che SemSync comanda direttamente come ha sempre fatto; Resolve anche nella versione gratis; e Premiere Pro. Per le ultime due SemSync scrive un file XML con dentro SYNC MAP e ROUGH CUT, gia' allineate e con gli zoom, e tu lo apri da File > Importa. Il file si scrive in pochi secondi dall'analisi che hai gia' fatto, non rifa' il lavoro da capo. Il colore resta una cosa di Studio, perche' le LUT e il pareggio fra le camere SemSync li scrive sui nodi di Resolve e dentro un file non ci stanno: c'e' scritto sulla riga prima che premi. In prima pagina, sotto le porte, c'e' l'elenco dei tuoi progetti letto dalla cartella dei lavori: quante camere, quante riprese, quali sono gia' montati, e si riaprono con un tasto. Nei risultati del Sync c'e' anche l'analisi del brano: tempo, cambi di brano, drop e salite. E il conto delle riprese adesso dice la verita': prima le riprese che non si agganciavano sparivano dal conto, quindi c'era sempre scritto N su N anche quando nelle cartelle ce n'erano di piu'; adesso il conto e' su quelle che hai messo, e sotto c'e' scritto quante sono rimaste fuori, perche', e cosa farci.
Un doppio clic poteva far partire due volte la stessa analisi sulla stessa cartella: due motori addosso alla macchina, il computer tappato, SemSync lento e Resolve che non risponde piu'. Adesso il secondo si sente dire che c'e' gia' un lavoro in corsa, e vale per tutti i tasti che fanno partire qualcosa. E quando Resolve non risponde, SemSync guarda com'e' messo davvero prima di dirti cosa fare: se e' chiuso, se e' aperto ma non ascolta, o se accetta il collegamento e non risponde perche' e' occupato o impallato. Prima ti mandava a controllare le preferenze anche quando le preferenze erano giuste.
La casella 'Sync con l'audio di' stava aperta e vuota anche quando le cartelle delle camere non c'erano ancora: adesso resta spenta finche' non c'e' una camera con dentro le riprese, e sotto c'e' scritto qual e' il passo che manca. E quando Resolve e' aperto ma fermo sulla finestra Project Manager, SemSync adesso lo riconosce e ti dice la cosa giusta: apri un progetto qualsiasi, anche vuoto, e premi di nuovo. Il telecomando di Resolve si accende solo con un progetto aperto, e da fuori non lo puo' aprire nessuno. Non devi nemmeno ripremere: finche' il riquadro e' rosso SemSync guarda da sola, e appena apri il progetto diventa verde.
Con l'interfaccia in inglese ci si leggeva scuro e bruciato, in italiano, in mezzo a una frase inglese. Adesso c'e' scritto dark e blown.
Con l'interfaccia in inglese la camera scelta come riferimento usciva scritta RIFERIMENTO in mezzo a una colonna di OK. Adesso c'e' scritto REFERENCE, e non e' piu' colorata di rosso come le sorgenti fallite: non e' un errore, e' la camera su cui si aggancia tutto il resto.
La tendina del passo Colore guardava solo nelle cartelle di Resolve: chi tiene le sue tabelle sul disco della grafica non le vedeva. Adesso SemSync guarda in tre posti: le LUT che arrivano con il programma, la tua cartella e quelle installate in Resolve. La tua cartella la scegli una volta, sotto le tendine, e vale per tutti i lavori; se non la scegli, SemSync prova da sola la sottocartella LUTS della libreria degli effetti. Ogni voce dice da dove viene.
Il tema chiaro di giorno stancava gli occhi, e questo e' un programma che si usa di notte: adesso la pagina nasce scura, gia' dal primo istante in cui si apre, senza il lampo bianco di prima. Il tema chiaro non l'abbiamo tolto: sta in Account, sotto Aspetto, insieme a chiaro, scuro e come il sistema. Chi sceglie come il sistema lo vede cambiare da solo quando cambia il computer, senza riaprire niente. Dal cappello dell'app i tre tastini del tema sono spariti: li' resta la lingua.
Il file che fa da riferimento entrava nell'elenco due volte, una come camera e una come mixer, e SemSync finiva per credere che tutte le sue riprese fossero del mixer: restavano senza LUT e fuori dal pareggio del colore. Sul progetto di Morelz erano 699 clip su 699. Adesso la camera vince sempre. E dopo aver messo le LUT, SemSync le rilegge da Resolve e conta quante clip ce l'hanno davvero, camera per camera: se non tornano te lo scrive e ti dice cosa fare, perche' Resolve risponde 'fatto' anche quando non ha fatto niente.
Nel passo Regia c'e' una riga per ogni camera con un cursore: tiri e dici quanta parte del montaggio deve prendersi, e sopra la barra a colori ti fa vedere subito come e' spartita la serata. Un bollino dice quale camera va sul drop. Non e' un caso: SemSync tiene il conto di quanto ognuna ha gia' avuto e ogni volta manda in onda quella piu' indietro rispetto alla sua parte, cambiando camera quando un'altra ha diritto al suo spazio. Se non tocchi niente il montaggio resta identico a prima. Insieme a questo, tutto il programma parla inglese: le frasi che arrivano dal motore e dal server erano in parte ancora in italiano, e ora sono tradotte tutte, 535 su 535.
La tendina con le camere si riempie dopo aver premuto Salva, quindi al primo Salva era ancora vuota e il progetto restava senza scelta. Poi la tendina faceva vedere una camera che nel progetto non c'era, e il lavoro si fermava lo stesso chiedendo di sceglierla. Adesso la scelta si scrive nel progetto nel momento in cui la fai, e la prima camera che la tendina mostra viene scritta subito: quello che vedi e' quello che c'e'. Le frasi dicono anche dove sta la casella.
Fino a ieri gli stacchi andavano sulla griglia delle battute: giusta come tempo, sbagliata come punto, perche' a 128 BPM una battuta dura quasi due secondi e il taglio poteva cascare lontano dal colpo che si sente. Adesso SemSync ascolta i bassi del mixer a passo di un millesimo e mezzo, trova il punto preciso in cui la frequenza stava bassa e si alza, e ci mette sopra il taglio, sul fotogramma che contiene la salita e mai su quello dopo. Dove la musica sta bassa per almeno due secondi e poi torna, li' nasce un taglio anche se la griglia non ci arrivava. Misurato su una serata vera: fino a 114 millesimi di scarto rimessi a posto. Insieme a questo: se manca l'audio del mixer adesso si sceglie al primo passo quale camera fa da riferimento per il sync, e il lavoro parte lo stesso. E nel passo Colore la prima voce e' Applica una LUT, una per ogni camera: va sulla prima clip di quella camera e si copia su tutte le sue, mentre il bilanciamento fra camere adesso lavora clip per clip.
Due riavvii ravvicinati facevano nascere due server nuovi che si contendevano la stessa porta: uno la prendeva, l'altro restava li' senza rispondere e l'app sembrava morta. Ci si arriva semplicemente premendo due volte il tasto quando non succede niente per un secondo. Adesso il riavvio parte una volta sola, e se il server nuovo non riesce a partire il tasto torna a funzionare invece di restare bloccato per sempre.
Ogni camera ha il suo orologio e nessun orologio va esattamente come l'altro: su una serata lunga due registrazioni che partono insieme finiscono fuori. SemSync lo correggeva gia' in continuo, ma il numero restava scritto in parti per milione dentro un file, e in parti per milione non lo capisce nessuno. Adesso nei risultati del Sync c'e' scritto in secondi quanto quella camera sarebbe finita fuori a fine serata senza la correzione, e quanti fotogrammi sono. C'e' anche la colonna nella tabella delle sorgenti, camera per camera.
In un locale lo strobo cambia l'esposizione da un fotogramma al successivo, e qualunque inseguimento di punti fra due immagini illuminate in modo diverso va a pezzi: e' il motivo per cui i sistemi di visione nati sui campi sportivi si rompono in discoteca. Adesso il periodo della luce si misura dalla luce stessa, senza bisogno che lo strobo sia agganciato alla musica, e si confrontano due fotogrammi che stanno nella stessa fase, quindi illuminati uguale. Misurato su una ripresa costruita apposta: con i lampi il tracciamento sopravviveva su quattordici punti su trecento, adesso su trecento su trecento. Con la luce ferma non cambia niente.
Un brano non e' fatto solo di battute e di botte: respira per frasi, di solito ogni sedici battute, ed e' li' che un taglio suona giusto anche quando non succede niente di forte. L'orecchio quelle frasi le trovava gia', il reel non le guardava. Adesso se una frase comincia vicino a dove finirebbe una scena, il taglio ci cade sopra. Dentro il drop no: li' comanda la botta, non il periodo.
SemSync la struttura la sentiva gia' da anni per le serate (le battute, le frasi, i drop sull'attacco vero della botta, le salite), ma il reel prendeva le battute e buttava via il resto. Adesso legge il pezzo per quello che e': intro, salita, drop, corpo. E le scene durano quello che chiede il punto in cui cominciano: nell'intro respirano, nella salita si accorciano mentre la tensione sale, sul drop diventano serrate. Nessuna scena scavalca una botta: il taglio ci cade sopra esatto, e su quel taglio va la ripresa migliore che c'e' nel girato. Anche gli impatti e le transizioni si spostano li', invece di cadere su una battuta qualsiasi. Su un pezzo senza drop non cambia niente rispetto a prima: qui non si inventa una struttura che non c'e'.
La cartella dove li tieni si sceglie una volta nel passo del reel e vale per tutti i lavori: SemSync guarda anche nelle sottocartelle e riconosce cosa e' una luce, che va sopra la scena, e cosa e' una transizione, che va a cavallo del taglio. I luma matte, i tutorial e i pdf restano fuori. Le transizioni si mettono meta' in coda alla scena che chiude e meta' in testa a quella che apre, cosi' il reel si incolla ancora in copia e resta veloce, e non su tutti gli stacchi: dove il taglio cade su una battuta forte. I file con la trasparenza (ProRes 4444, la carta che brucia) si sovrappongono rispettando il loro alfa; quelli che sono luce su nero vanno in screen, e l'opacita' e' il colore stesso. Le luci passano una volta e poi la scena resta pulita, invece di stare stese su tutta la durata come un filtro.
IL QUADRO SI MUOVE dove la ripresa sta ferma, un lento avvicinamento sui dettagli e un lento allargamento sui campi larghi, sempre alla stessa velocita' e sempre centrato; mai dove la camera si muove gia' o dove il quadro insegue il soggetto, perche' due movimenti insieme danno il mal di mare. I SUONI CADONO NEI MOMENTI GIUSTI: il whoosh parte un sesto di secondo prima dello stacco, cosi' la botta cade sul taglio, e l'impatto cade esatto sul taglio ma solo dove quel taglio sta sopra una battuta forte della musica. Gli overlay uno ogni tre scene, mai due di fila. I file li metti tu nelle cartelle EFFETTI e SUONI del progetto: se sono vuote non succede niente, e un file rotto non ferma il reel. Poi IL FRAMMENTO GIUSTO: dentro una ripresa il gesto non comincia al primo fotogramma, e adesso il taglio entra un attimo prima che cominci invece di prendere il centro, cosi' non capita piu' la tavola apparecchiata senza il piatto. E tre etichette nuove, bagno, soffitto e tavola apparecchiata: un bagno e un soffitto restano nel catalogo e nelle cartelle di Resolve, ma nel reel non entrano se non li chiedi tu. I cataloghi gia' fatti si aggiornano da soli, senza riaprire un video.
Prima sapeva se una ripresa era a fuoco, ferma e ben composta, e con quello sceglieva: cosi' nel reel finivano riprese tecnicamente perfette e vuote, la schiena di un uomo in un corridoio o dei bicchieri capovolti su un tavolo. Adesso di ogni finestra misura anche se dentro il quadro SUCCEDE qualcosa: segue i punti dell'immagine tre fotogrammi avanti, toglie il movimento della camera e guarda quello che resta. Dove la categoria promette un gesto (chi cucina, le mani, la gente che mangia, chi balla) una fotografia perde contro una ripresa viva; dove invece e' un luogo o un dettaglio, una ripresa ferma va benissimo. Sullo stesso girato le mani che impiattano, il vino versato e il cuoco al lavoro hanno preso il posto delle riprese immobili. Due cose che si vedevano subito: il reel non apre e chiude piu' sulla stessa inquadratura (succedeva perche' il guardiano delle ripetizioni era acceso solo sul reel automatico), e lo storyboard proposto adesso segue i passi del racconto, quindi il caffe' viene dopo la gente che mangia e non prima.
Quindici secondi sono un reel serrato (scene attorno al secondo), quarantacinque respirano: prima la durata cambiava solo quante riprese entravano, e un reel lungo veniva lento. Il racconto non torna piu' indietro nel tempo: il reel chiude con l'ultima cosa che hai girato, mai con la ripresa di giorno dopo le scene della sera, e fra una scena e l'altra la luce non salta avanti e indietro. Nella faccia: la barra dell'avanzamento resta al suo posto se cambi passo e torni indietro (col tempo giusto, non ripartendo da zero), il passo Le riprese spiega cosa succede quando premi, sotto lo storyboard proposto sta scritto da quante delle TUE riprese viene e che racconto ha riconosciuto, e sotto i due tasti sta scritto cosa cambia fra Monta il reel e Reel automatico.
La macchina riconosce che lavoro e' (ristorante, hotel, negozio, evento, viaggio) e monta seguendo i passi di quella comunicazione: dove sei, che posto e', la materia, chi cucina, il gesto, il piatto, chi lo mangia, come si chiude. Nel verticale ogni ripresa viene guardata prima di tagliarla: se e' composta su un asse si resta al centro, se ha un soggetto lo si mette sul terzo giusto, e se la scena vive di larghezza il quadro intero resta dentro con lo sfondo sfocato invece di perdere due terzi di ripresa. Le riprese vuote e le ripetizioni restano fuori.
Il SUONO DEL LOCALE (lo sfrigolio, il vino versato, il brusio) resta sotto la musica invece di essere buttato via; la NITIDEZZA viene rimessa dopo il ridimensionamento da 5,9K a 1080, cosi' i piatti incidono; e scegli COME SI APRE, col racconto (l'ambiente, poi dentro) o con la ripresa piu' bella che hai, che nei social e' il primo secondo che decide tutto.
Il reel 9:16 tiene un terzo della larghezza: prima il ritaglio stava fermo al centro e tagliava insegne e persone, adesso segue i volti (o dove c'e' il soggetto) con un movimento lento, senza scatti, e resta fermo quando non c'e' niente da seguire.
Chi gira in profilo piatto vedeva un reel lattiginoso: adesso SemSync misura ogni ripresa e le rimette nero, bianco, grigi neutri e saturazione al punto giusto, senza esagerare e senza toccare chi gira gia' sviluppato.
Oltre a fuoco, esposizione e movimento, ogni inquadratura prende un voto da 1 a 10 sulla composizione: cosi' una ripresa ferma e a fuoco che pero' inquadra un muro o una nuvola di vapore non finisce nel reel, e l'apertura e' la piu' bella che hai.
Nel Creator ogni ripresa viene guardata davvero: un pezzo vero di girato alla volta, con la traiettoria della camera (ferma, movimento fluido, tremolio a mano, mossa, sventagliata), il fuoco, l'esposizione, le bande nere e l'orizzonte. I bordi della ripresa non si montano mai (l'inizio, quando premi rec e la camera si sistema, era la scelta piu' frequente e sbagliata), una ripresa con un difetto solo resta fuori anche se somiglia alla scena, l'apertura e' l'inquadratura migliore che c'e', non si usa due volte di fila la stessa ripresa, e chi trema un po' entra stabilizzato a due passate. Le riprese girate a 50 o 100 fotogrammi vanno al rallentatore vero quando la scena lo chiede.
Nel Creator, prima dello storyboard, SemSync guarda tutto il girato: divide le clip per categoria (dettagli piatti, lo chef, la sala, il dj, la folla, dall'alto...), misura se sono nitide, esposte e ferme, segna il CUORE di ogni clip e mette da parte gli scarti; in Resolve fa la cartella RIPRESE con una sottocartella per categoria, clip dentro, colore, parole chiave e un marker verde sul cuore. Lo storyboard te lo propone dalle categorie che ha visto, sceglie dentro il cuore e mai fra gli scarti, e costruisce la timeline REEL nel progetto con la musica su A1, i marker delle battute e dei drop e le clip tagliate sulle battute.
Il drop e' l'attacco vero della botta (SemSync riascolta i bassi a passo di 11 millesimi e mette il taglio sul primo istante della salita, con l'anticipo di sempre), e ai cambi di energia (il dj che abbassa, la musica che torna) la camera cambia dove il livello cambia, non alla battuta dopo. Il diario dice quanti drop e cambi si sono spostati.
Avvia fa l'analisi (prima chiedeva di costruire da un'analisi che non c'era), il passo si chiama Analisi e mostra le cinque fasi, i numeri vivi, le sorgenti e il tempo; quando un lavoro si ferma l'app dice la riga vera e apre il diario. E il frame rate: ogni timeline di SemSync prende quello delle riprese con le impostazioni proprie (il progetto nato al Salva era a 24 fps e lasciava tre fotogrammi di buco fra le clip), il motore rilegge la timeline e conta i buchi.
Apri SemSync e trovi la scelta del lavoro, poi per ogni porta i suoi passi: il progetto (nome e genere obbligatori, cartelle e progetto Resolve col Salva), Regia, Analisi, Colore, Esporta. Aziende e' una porta sola per corporate e podcast. Il Creator ha il reel dallo storyboard: lo scrivi, lo detti o lo importi, SemSync guarda le riprese, dice quali scene trova e monta il reel in 9:16; le scene che non ci sono le dice, non le inventa. Cinque attrezzi nuovi in Strumenti (schede con verifica, controllo riprese, converti per Resolve, trascrivi, livella). Italiano e inglese nella pagina, tema chiaro o scuro. L'app di prima resta su /vecchia.
Apri SemSync su /nuova: la scelta del lavoro e Il progetto, il modulo con nome e genere obbligatori, il Salva che crea subito le cartelle e il progetto in Resolve con la timeline ROUGH CUT, in italiano o in inglese, chiaro o scuro o come il sistema. Le altre pagine arrivano una alla volta: intanto da li' si continua nell'app di oggi.
SemSync sa creare la cartella del progetto con dentro MIXER e le camere, scrivere la scheda del progetto (nome, genere, evento, artista) e creare in Resolve il progetto con quel nome e la timeline ROUGH CUT vuota: il montaggio poi usa quel progetto e quella timeline, senza farne una seconda. L'interfaccia che lo mostra arriva col ridisegno.
Ogni lezione dice quali numeri imparati hanno agito, e il server confronta i lavori fatti con quel numero e senza: se con quel numero si corregge di piu', il numero si spegne da solo e torna quello di partenza (o quello del gradino sopra: dal locale al genere, dal genere a tutti). In ACCOUNT vedi quante chiavi sono spente; nel diario del lavoro c'e' scritto quando un numero e' spento. Le tue scelte personali non si giudicano.
Prima restava a 0% anche quando i file erano gia' tutti nel cestino, perche' l'app chiedeva lo stato a una porta che rispondeva 404: adesso si vede l'avanzamento, il pop-up finale e il conto dei GB. Un file gia' spostato dentro la sua cartella non conta piu' come errore.
L'installatore mette l'icona SemSync sul desktop e nel menu Start (su Mac: SemSync in Applicazioni con l'alias sul desktop): doppio click e si apre nella sua finestra. E Resolve lo apre lui: il tasto Avvia Resolve nel pannello di stato, e ogni lavoro che vuole Resolve lo apre da solo se e' chiuso e aspetta che risponda.
Sotto Altro restano clip da club, clipmaker e strumenti.
Prima da te: dal terzo lavoro le tue scelte (pausa fra le frasi, secondi prima e dopo il drop, durata delle clip, cosa spunti nella pulizia) diventano le proposte nei campi, con scritto da dove vengono. Poi dal genere: lo schema del montaggio attorno al drop (quanto tenere sulla botta, quanto fuoco dopo, quanto respiro nel groove) si legge dalle timeline finite e guida il rough cut, per genere, tipo di posto e locale. Chi sceglie un valore a mano comanda sempre.
Analizza il disco e ti mostra cosa occupa spazio e cosa si puo' mandare nel cestino: cache di DaVinci Resolve (si rigenerano), temporanei vecchi, cache dei browser, installatori vecchi, file grossi nei Download. Spunti tu, confermi con l'elenco davanti, e tutto va nel cestino: niente si cancella per sempre, lo svuoti tu.
In PREPARA una card che legge RAM, processore, disco della serata, scheda video e i programmi che pesano, e dice cosa fare con un verbo: quanti GB liberare sul disco, chi chiudere quando la RAM e' poca, quando lavorare una serata alla volta. Prima di AVVIA lo dice se qualcosa e' critico. Riconosce Mac e Windows, chip e componenti.
La voce si riconosce sul tuo PC, senza Resolve e senza rete: sottotitoli in .srt e nello stile a parole (TikTok) nei reel, i riempitivi (ehm, mmm, eh) tolti senza mordere le parole, i capitoli per YouTube pronti da incollare, e il video lungo finito in mp4 fatto da SemSync da solo quando Resolve non c'e'. La prima volta scarica il modello della voce (460 MB).
SemSync ha misurato 5.368 tracce con licenza libera di 26 generi e ne ha tirato fuori la carta d'identita' di ogni genere (cassa, piatti, regolarita' four on the floor, colpi al secondo). Adesso misura la stessa impronta sul mixer della tua serata: il consiglio del genere non guarda piu' solo i BPM, e sotto la tendina del genere vedi la carta del genere. Le carte che l'archivio libero non ha (tech house, hard techno, trance) le imparano le serate vere, senza mandare mai il girato.
Prima tappa: la SCREMATURA, via i silenzi lunghi e le frasi ricominciate, timeline gia' tagliata in Resolve coi marker sui tagli.